Trent’anni di resistenza sonora: il rito collettivo di Subsonica e Casino Royale

Subsonica e Casino Royale @ Flowers Festival 2026

                                                                         di Roberta Perduca

Ci sono concerti che sono semplici eventi e concerti che somigliano a una riunione di famiglia, a un rito di fondazione. Quando la traiettoria della serata unisce la storia dei Casino Royale e quella dei Subsonica, il palco non è più solo assi di legno e amplificatori: diventa un generatore di memoria collettiva e di futuro. Ed il sold out di ieri sera in un Parco della Certosa affollatissimo ne è la prova certa.

In apertura il live dei Casino Royale, band storica milanese ed ispiratrice dei Subsonica, ci ha fatto riflettere con dei pensieri che più un trentennio fa cantavano nei loro testi in tempi assolutamente non “sospetti” quando ancora non se ne parlava. Con i loro inconfondibili ritmi dub e jungle come solo loro sanno unire.

Casino Royale e Samuel
Casino Royale e Samuel. ph Daniele Fenoglio

Alioscia Bisceglia, leader e cantante della band,  dice “Oggi è già domani per noi. Siamo diversi, ma siamo sempre noi.” Il set dei Casino Royale si apre sotto il segno di una lucida, quasi dolorosa, coerenza. Trent’anni fa scrivevano di un futuro che oggi è diventato il nostro presente più crudo. Le canzoni di allora, nate per descrivere il disagio e l’oscurità che si muovevano nelle fogne del sistema, si sono rivelate profetiche. I “tempi bui” li stiamo purtroppo vivendo.

Durante l’esecuzione di “Pronti al peggio” (con una dedica speciale a Macro Marco) il messaggio arriva forte e chiaro: è tempo di ricompattarsi. Il suono è denso, cupo ma vitale, una scossa elettrica che prepara il terreno a quello che sta per accadere.

Subsonica: l’abbraccio di Torino e l’urgenza del presente

Giocare in casa ha sempre un sapore diverso. C’è un’emozione speciale sotto e sopra al palco, quasi tangibile, che lega la band alla propria città, fatta di parenti, amici di sempre e quella parlata con le vocali aperte che fa subito sentire a casa.

I Subsonica celebrano trent’anni di carriera concedendosi un regalo: un album per celebrare i loro 30 anni insieme “Terre Rare”. In versione estiva la band, dopo i concerti in primavera alle OGR (https://www.musicandthecity.it/subsonica-week-alle-ogr-di-torino-si-celebrano-trentanni-di-battiti-su-tre-palchi/), dimostra di avere ancora e più che mai, un’energia travolgente da spendere sul palco. Il viaggio parte da lontano, iniziato ai Murazzi da quel 1996, ispirato dalle radio libere e dalla voglia di fare la musica che volevano, celebrato con l’immancabile “Radioestensioni”.

Il concerto è un flusso continuo che unisce il passato al presente, con le foto di loro da bambini proiettate sullo sfondo a fare da contrasto alla potenza dei loro pezzi storici e dei nuovi, come “Radio Mogadiscio”. Non mancano i mitici “Liberi tutti”, “Aurora sogna”, “Nuova Ossessione”, “Discolabirinto” e “Tutti i miei sbagli”.

Politica, umanità e confini

Uno dei momenti più intensi della serata arriva quando Max Casacci prende la parola per ringraziare Tara, artista palestinese di seconda generazione che collabora con loro. Il discorso sul palco si fa urgente, politico e necessario. La denuncia di una nazione che invecchia, non evolve e sembra incapace di gestire temi complessi come la remigrazione con il richiamo fortissimo a non dimenticare i genocidi in corso. Ed ancora l’appello a proteggere attivamente la democrazia in Europa, ripristinando il diritto internazionale per fermare le guerre.

Dalle stelle di Essaouira al cielo di Torino, la musica dei Subsonica è da sempre un viaggio, fisico e spirituale. La band racconta del viaggio in Marocco, ad Essaouira appunto, dove sono rimasti folgorati dalle sonorità locali al punto da comprare gli strumenti tradizionali sul posto: il risultato è l’ipnotica e travolgente “Ghibli”. Poco dopo, il live si trasforma in pura poesia metropolitana con un’ode al cielo della propria città, quel cielo torinese che, pulito dal temporale, regala sopra le teste dei presenti una distesa di stelle bellissime. Ma la poesia lascia subito spazio alla critica sociale affilata di “Transumanesimo”, un attacco frontale agli opportunisti e a chi riesce sempre a tenersi a galla, specchio fedele della politica e dei governi attuali.

Sul finale si consuma uno dei momenti più intensi: il duetto tra Casino Royale e Subsonica, un incontro tra giganti che abbatte definitivamente ogni barriera geografica e generazionale. L’unione fa la forza.

La chiusura è un crescendo emotivo: “Strade”: eseguita come un augurio collettivo, affinché i percorsi di ognuno possano davvero portare dove si desidera e “Preso blu”,  il sigillo perfetto su una notte fresca e tantissimo futuro.

 

La set list della serata:

Istantanee

Onde quadre

Radioestensioni

Liberi tutti

Depre

Aurora sogna

Radio Mogadiscio

Nuova ossessione

Il centro della fiamma

Lasciati

Il Tempo in Me

Nuvole rapide

Straniero

Ghibli

Grida

Veleno

Il cielo su Torino

Discolabirinto

Up Patriots to Arms (Franco Battiato cover)

Transumanesimo

Il diluvio

Re senza trono (Casino Royale cover con duetto Casino Royale)

Tutti i miei sbagli

Strade

Preso blu