Sal Da Vinci fa calare il sipario su Alpàa 2026.
Un’edizione da record la cinquantesima della kermesse che ha registrato numeri da capogiro.
Nel segno del neomelodico:
L’attesa era tanta per il live di Sal Da Vinci ad Alpàa.
Sin dal primo pomeriggio sono stati numerosi i fan del cantante napoletano che hanno invaso Varallo Sesia.
Code interminabili ai varchi per l’accesso in piazza Vittorio Emanuele II hanno testimoniato la tanta attesa che c’era per l’esibizione del fresco vincitore del Festival di Sanremo.
Per l’occasione sono stati anche organizzati dei pullman dal Sud Italia.
Il cantante dei sentimenti:
La vena poetica e romantica di Sal Da Vinci è emersa anche ad Alpàa.
Il percorso musicale è stato un viaggio tra i sentimenti veri del quotidiano.
<<Abbiamo pensato di lavorare proprio su questi – ha affermato il cantante – . Con i sentimenti si vince sempre. Meglio concentrarsi su queste emozioni che fare qualcosa di organizzato a tavolino>>.
Non sono mancati anche riferimenti nostalgici alle lettere che una volta insegnavano anche ad aspettare.
L’amore del pubblico:
In abito bianco, Sal Da Vinci ha fatto il suo ingresso trionfale, accolto dal pubblico acclamante.
La lunga gavetta gli ha permesso di dominare il palco e i suoi fan lo hanno apprezzato e lo adorano come l’amico della porta accanto.
Un artista a tutto tondo, non solo cantante ma anche performer.
Lui non ha deluso le attese e ha ripercorso il suo cammino fatto di successi che oggi più che mai si fanno conoscere in tutto il paese.
Rossetto e caffè ha dato il là ai balli e ha generato una grande energia.
Questo è avvenuto anche con Per sempre sì che di fatto ha sancito la consacrazione di Sal Da Vinci.
Applausi a scena aperta:
L’ovazione finale e gli applausi scroscianti sono stati il giusto finale di un’edizione fantastica di Alpàa.
Dal rischio di forfeit e annullamento della kermesse al successo senza discussioni.
Il Comitato organizzatore ancora una volta ha fatto centro.
Ora non resta che dare l’arrivederi al prossimo anno.
Fotogallery Gian Franco Gozzi
Report Simone Cerri











