“Rumore Dentro”: un viaggio umano e sonoro, parole e aneddoti dalla voce di Pelù e Francesco Fei

RUMORE DENTRO - Pelù e Fei

“Rumore Dentro”: viaggio umano e sonoro – racconti, aneddoti e approfondimenti con Piero Pelù e Francesco Fei

La nostra recensione completa del film è disponibile qui:
👉 https://www.musicandthecity.it/rumore-dentro-un-viaggio-nel-rock-italiano/

di Letizia Reynaud 

Dopo averlo visto e approfondito a Torino, in una delle prime tre proiezioni speciali, abbiamo seguito “Rumore Dentro” anche a Milano, per quella che, almeno per ora, è stata l’ultima proiezione programmata. L’appuntamento si è svolto sabato 15 novembre alle 20.30, al Cinema Godard della Fondazione Prada, con un talk introduttivo e conclusivo insieme a Piero Pelù e al regista Francesco Fei.

Il film e il suo intento

Fei ci racconta che è stato Piero a cercarlo dopo aver visto il suo documentario sui Verdena, apprezzandone l’approccio non celebrativo. L’obiettivo era chiaro: raccontare un momento fragile ma autentico nella vita di un artista, quello segnato dagli acufeni, un disturbo che, come sottolinea Pelù durante il talk, affligge quasi il 10% della popolazione mondiale.

Uno dei punti a cui Piero tiene di più è la prevenzione: proteggere l’udito con i tappi, soprattutto nei luoghi di musica live e soprattutto nei bambini. Da addetta ai lavori, spesso sotto al palco, posso confermare quanto questa attenzione sia fondamentale e troppo spesso sottovalutata.

Durante l’incontro dopo la proiezione, Pelù ha aggiunto un racconto affascinante legato a una delle scene del film, quella in cui va a trovare Marco Lodola, il celebre artista delle sculture luminose, nel suo magazzino–laboratorio.

Piero ricorda che, parlando degli acufeni, Lodola gli disse:
«Io nelle orecchie ho Urano.»

Una frase che lo lasciò interdetto, finché Lodola non gli inviò il file di una registrazione ottenuta grazie alla missione della sonda Cassini, lanciata nello spazio per studiare Saturno e le sue lune. Cassini aveva rilevato onde di plasma che viaggiano lungo le linee del campo magnetico tra Saturno e la sua luna ghiacciata Encelado, trasformandole in frequenze udibili.
Grazie a questa missione, oggi possiamo ascoltare una sorta di “voce” di ogni pianeta del Sistema Solare.

Lodola, dunque, parla di “avere Urano nelle orecchie”.
Piero, invece, riconosce nei propri acufeni un suono molto diverso: più tagliente, più penetrante, simile a quello registrato da Cassini nelle vicinanze di Saturno. Il suo “rumore dentro” sembra parlare, quindi, la lingua degli anelli di Saturno.

Scorci di viaggio: tra Marocco, memoria e silenzi

Dal racconto di Fei e Pelù emerge che le prime riprese realizzate per il film sono state quelle della Festa dei Morti, una giornata intensa ma estremamente significativa.

Tra le sequenze più complesse da girare, ricordano Francesco e Piero, quelle sulle rocce blu del Marocco: Pelù scalzo che a un certo punto avvicina la testa alle pietre come per ascoltarle.
Quella scena mi ha colpita profondamente: un gesto che sembrava dire “abbasso il volume del mondo e della mia patologia, per fare spazio a un altro tipo di rumore, quello del silenzio”. Chissà se le rocce gli hanno parlato?

Un altro momento particolarmente toccante è stato quello del cero acceso davanti alla statua di Santa Sarah la Nera, a Saintes Maries de la Mer in Francia, protettrice dei viaggiatori, degli emarginati e dei non riconosciuti. Conoscevo già il valore intimo di quel gesto, ma sentirlo raccontare da Piero, con la voce rotta dall’emozione, è stato potentissimo: quella grazia l’aveva chiesta per Chiara, moglie del suo grande amico Massimo Cotto, allora gravemente preoccupato per la salute di lei.

Chiara oggi, per fortuna, sta bene. Invece, a lasciarci è stato proprio Massimo, strappato all’affetto di tutti da un improvviso arresto cardiaco.
Sono storie che ti ricordano come, talvolta, le risposte arrivino in modi inattesi ma non per questo privi di senso.

Piero racconta di aver acquistato una piccola statua di Santa Sarah per portarla a Massimo. Avrebbe voluto consegnargliela, ma Massimo gli propose di rimandare: “ci vediamo nei prossimi giorni”.
Giorni che purtroppo non sono mai arrivati. Quel rimorso, confessa Pelù, gli pesa ancora dentro.
È la testimonianza di una grande amicizia, di quelle che segnano i percorsi e li cambiano.

Acqua, musica e trasformazione

Non voglio entrare troppo nei dettagli del film, ma c’è una riflessione che vale la pena sottolineare: Piero paragona il movimento dell’acqua alla musica, a un flusso che scorre tra rocce e letti di fiumi per poi sfociare in mare, in un lago o in un altro fiume. Un percorso fatto di trasformazioni continue.
Una metafora della vita.

Questa immagine mi ha ricordato subito una canzone che amo da sempre: “La canzone dell’acqua” di Eugenio Finardi. Chissà se Pelù l’ha mai ascoltata. Sono certa che, se così non fosse, gli piacerebbe moltissimo. E la consiglio anche a voi.

Rumore Dentro è un film da vedere, ascoltare e in cui immergersi, per scoprire il lato più vero e nascosto della vita di scena.

Per chi non lo avesse ancora visto, qui trovate la nostra recensione completa del film

E se volete un’ultima occasione per guardarlo prima della fine dell’anno, ecco le prossime date:
👉 https://www.ticketone.it/eventseries/piero-pelu-rumore-dentro-4023224/#calendar-start=2025-12

Infine, buona notizia per i più appassionati e per i collezionisti: Piero ha anticipato la possibile uscita di un cofanetto speciale, che includerebbe anche molte delle scene tagliate dal film, alcune delle quali, racconta, sono tra le sue preferite.

La fotogallery della serata a cura di Letizia Reynaud per Musicandthecity 

RUMORE DENTRO @ CINEMA GODAR MILANO 2025