“Io dico”: quando la voce di Faletti torna a farsi ascoltare, tra pagine e memorie. La presentazione a BookCity Milano
di Letizia Reynaud
Sto leggendo “Io dico – Giorgio Faletti attraverso la sua voce” e non voglio trasformare queste righe in una recensione, perché certe emozioni appartengono a chi le vive. Preferisco che ognuno possa incontrare Giorgio a modo proprio, nella sua voce, nelle sue parole, nei suoi silenzi.
Posso però raccontare ciò che è accaduto durante la presentazione del libro a BookCity Milano, un momento che ha dato ancora più profondità a ciò che sto leggendo.
Al Centro Internazionale di Brera, Roberta Bellesini Faletti e Chiara Buratti hanno condiviso anticipazioni intense, ricordi delicati e frammenti di vita che hanno restituito tutta l’umanità di Faletti. L’incontro, guidato da Filippo Maria Battaglia, si è trasformato in un ritrovarsi attorno alla memoria di un artista che continua a parlare.
Uno degli aneddoti più sorprendenti è stato il racconto di Chiara di quella volta in cui Giorgio scrisse il sequel del “Signor Tenente” su un tovagliolo di carta.
Un gesto spontaneo, nato durante una cena in cui Massimo Cotto, marito di Chiara, amico fraterno di Faletti e suo instancabile complice creativo, lo aveva spronato a immaginare un seguito alla canzone.
“Non eravamo nemmeno arrivati alla fine degli antipasti,” ha ricordato Chiara, “che Giorgio si era già messo a scrivere. Di getto. Una risposta del tenente. Era bellissima.”
Eppure quel brano non vide mai la luce. Faletti, fedele alla sua convinzione che ciò che è grande e perfetto deve rimanere tale, preferì custodirlo come un frammento prezioso, un capitolo chiuso per lasciare spazio a nuove pagine e nuove sfide creative.
Sono racconti che non spiegano il libro, ma lo accompagnano, lo rendono più vivo. Ed è anche per questo che scelgo di non “recensirlo”: questa raccolta invita a un ascolto personale, intimo, senza mediazioni.
Il “mondo di Giorgio” va scoperto secondo il proprio ritmo e con le proprie emozioni.
A completare l’opera, un ricordo di Jeffery Deaver e un omaggio di Massimo Cotto, che contribuiscono a delineare il ritratto di un artista impossibile da racchiudere in una sola definizione e soprattutto impossibile da dimenticare.
Questo libro non si limita a raccontare Faletti: lo fa tornare a parlare. E ognuno merita di ascoltarlo con il proprio passo, con il proprio cuore.
Pubblicazione e disponibilità
Pubblicato da Gallucci nella collana Sound Good, “Io dico – Giorgio Faletti attraverso la sua voce” sarà disponibile in libreria a partire da venerdì 21 novembre.
È già possibile preordinarlo online qui.
Sono assolutamente certa che, considerando l’avvicinarsi delle festività natalizie, questo sia un regalo perfetto non solo per se stessi, ma anche per chi amiamo: per chi ama non solo leggere, ma anche immergersi nelle storie di vite che hanno saputo amare e lasciarsi amare.





























