Alex Britti – ‘In nome dell’amore’ al Teatro Colosseo, Una chitarra per stregare il pubblico

Alex Britti – ‘In nome dell’amore’ al Teatro Colosseo, Una chitarra per stregare il pubblico

di Marco Drogo / ph. Mirella Pavia

Al grande pittore basta un pennello per creare un bel quadro. Alex Britti ha bisogno della sua chitarra per stregare il pubblico. Si fida della sua Martina (una delle prime chitarre, una Martin, appunto) e ogni volta si diverte a rinnovare il rapporto. Spazia tra i generi musicali, con evidenti influenze blues e jazz, con il prezioso accompagnamento di Fabrizio Sciannameo, al basso elettrico e Manuel Moscaritolo, alla batteria. Britti con la sua chitarra fa davvero quel che vuole: riff e assoli ammaliano, le sue canzoni fanno il resto. Brani popolari, nell’accezione positiva del termine. Conosciuti ed apprezzati dai presenti al Teatro Colosseo per l’occasione praticamente sold-out.

Il cantautore, nato a Roma nel 1968, per questo tour ‘In nome dell’amore’, brano che ha aperto la serata, ne sceglie 20, costruendo una scaletta ben calibrata, che procede veloce, alternando sapientemente pezzi ritmati e ballad intense. Non perde tempo in chiacchere. Preferisce suonare e lo dichiara apertamente dopo le prime canzoni. Interrompe il flusso del concerto soltanto un paio di volte. Ad esempio, per presentare ‘Tra il Tevere e il blues’: un bellissimo strumentale, contenuto nel nuovo album ‘In nome dell’amore (Volume 1) con cui racconta gli anni della gavetta, quando per non disturbare i vicini di casa andava a suonare in riva al Tevere, sognando che fosse il Missisipi. O quando esegue ‘Perchè’: una canzone contro la violenza sulle donne, un invito a denunciare la violenza subita. Nel finale scherza, svelando il segreto di Pulcinella dei bis: già presenti nella scalette pre-concerto. Evita così il siparietto di uscire e rientrare, rischiando che qualche sprovveduto perda le ultime canzoni: ‘Oggi Sono io’ , ‘La vasca’, ‘Baciami e portami a ballare’.

Il pubblico che aveva assistito ordinato e seduto, all’intero concerto, ammirando i virtuosismi alla chitarra e sussurrando le canzoni quasi per non rubare la scena al protagonista, alla fine si è sciolto e scatenato. In tanti hanno abbandonato le poltrone per posizionarsi sotto-palco. Una manifestazione d’affetto, proprio come l’ovazione finale, prima che Britti salutasse con un semplice inchino.

L’amore è stato il tema conduttore, quello presente in ogni canzone, nelle storie  raccontate e nella passione che ha, chi le eseguite, per la musica, in particolare per la chitarra.

Anche ‘Gelido’, secondo brano in scaletta, aveva fatto tornare la memoria agli anni degli esordi, al 1997, molti anni prima di ‘Fino al giorno che respiro’, ‘Come chiedi scusa’, ‘Un attimo importante’. ‘Piove’ e ‘Immaturi’, posizionate nella prima metà della set-list, come ogni hit attesa, sono applauditissime, proprio come ‘Milano’. Britti, poi, incanta anche con la chitarra acustica, con ‘Lo zingaro felice’ e ‘Una su 1.000.000’. Nel finale, ‘Jazz’ tiene svegli almeno quanto ‘7000 Caffè’. Per molti era già un ritorno: per gli altri non sarà ‘Solo una volta’.

La scaletta di Alex Britti 8/4/2016@TeatroColosseo ‘In nome dell’amore Tour’:

In nome dell’amore

Gelido

Fino al giorno che respiro

Come chiedi scusa

Un attimo importante

Cinque petali di rosa

Da piccolo

Piove

Immaturi

Ti scrivo una canzone

Tra il Tevere e il blues

Milano

Se non ci sei

Le cose che ci uniscono

Fortuna che non era niente

Lo zingaro felice

Una su 1.000.000

Perché

Bene così

Solo una volta

Jazz

7000 caffè

Oggi sono io

La vasca

Baciami e portami a ballare

La PhotoGallery di Music&theCity a cura di Mirella Pavia 

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