VIKE un progetto musicale che viaggia tra spazio e tempo | Speciale Intervista

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Vike è il progetto musicale solista di Vittorio Giorcelli. Esordisce nel 2018 con il singolo “Distante”, propone un genere indie-pop che attraversa diversi generi. Dal 2009 è inoltre fondatore e leader della band rock-alternative The Newlanders, con i quali ha pubblicato due album. Pochi mesi dopo, forte dell’ottimo riscontro dalla critica, pubblica “Relazioni Chimiche”. Sancisce così in modo deciso ed elegante la propria cifra stilistica spostandosi in territori più elettronici. Nel Giugno 2020 esce il singolo “Sean Connery”, che supera i 30.000 streams su Spotify e nel Novembre dello stesso anno “L’America Non Esiste“. Alla fine del 2020 esce il disco d’esordio “Solo“, uscito successivamente in digitale e musicassetta. A distanza di soli 3 mesi dal disco d’esordio, l’artista pubblica “Volgograd“, singolo dai tratti dance/clubbing nato dal forzato periodo di isolamento dell’ultimo anno.

Vike ha una grande passione per ciò che fa, mai banale ed in continua evoluzione, si mette costantemente alla prova come racconta alla direttrice Letizia Reynaud in questa frizzante intervista … 

Ciao Vike e benvenuto a MusicAndTheCity.
abbiamo piacevolmente scoperto il tuo cantautorato, oltretutto di radici Torinesi come noi. Analizzando la tua discografia e il tuo percorso musicale non può non saltare immediatamente all’attenzione il fatto che hai notevolmente cambiato nel corso del tempo, non solo il tuo genere musicale ma anche il tuo look e la tua attitudine nel comunicare attraverso la tua arte. Cosa ti ha portato a fare un salto così importante come per esempio dal genere Rock-alternative della band da te formata al più attuale moderno e ironico cantautorato contaminato dalla dance anni 80 ? 

“Credo che i casi della vita mi abbiano portato a fare determinate scelte. La musica è sempre stata parte integrante della mia quotidianità, e per ognuno credo sia normale evolversi nella propria identità, e, in un certo senso, anche nello spirito. Sono passato dall’inglese all’italiano diverse volte, attraversando diversi generi, cosa che mi obbliga a studiare costantemente. Per me la sperimentazione è sempre stata alla base di tutti i cambiamenti. Poi sai che noia suonare sempre la stessa canzone?”

– Il tuo ultimo album “Solo” uscito nel dicembre del 2020, è un disco geniale che porta in scena tutte le tue sfaccettature, tre elementi in particolare mi hanno molto incuriosita, il primo è senza dubbio il suo biglietto da visita grafico, la copertina poi la scelta di inserire una cover di Raffaella Carrà, che visto il titolo “Rosso” richiama senza dubbio un colore che ben poco abbiamo gradito ultimamente, ed infine ma non meno importante la scelta di pubblicarlo anche in versione musicassetta, mitico formato anni dai 70 ai 90, probabilmente scelto proprio per richiamare gli anni 80 …. ci racconti nello specifico queste scelte ? 

“La copertina è una porzione di una vecchia foto di me in lacrime vestito da clown ad una festa in maschera, credo fosse l’88/’89. Ho trovato fosse perfetta per rappresentare il mio primo lavoro da solista. Per quanto riguarda la scelta della cover, volevamo inserire un brano fuori dalle righe, leggero ed esageratamente eighties. Oltre ad essere un fan della Carrà ho sempre amato cantare canzoni di donne. La musicassetta è stata più un’idea di concetto che di marketing. In un momento così asettico per il music biz e strettamente legato ai numeri digitali, ho pensato che la cassettina con dedica fosse un oggetto più umano da possedere, perfetto per il concept di “Solo”. È stato tutto autoprodotto, registrato e stampato esattamente come si faceva con i tape negli anni ’80-’90.”vike-solo-cover

– Tra i brani di “Solo” uno in particolare è l’emblema della tua ironia e del tuo carisma, “Sean Connery”, con un ritornello earworm ( che si insinua nella testa) e un videoclip di grande impatto anche dal punto di vista estetico. Come tutti i tuoi videoclip vanta una regia ed una scelta di location e storytelling sempre azzeccate e comprensibili. In questo video in particolare, spunta una location d’eccezione, riconoscibile infatti in alcune riprese anche aeree il colosso piemontese ormai abbandonato dell’ex tempio della musica Dance anni 90, l’Ultimo Impero che ha fatto la storia non solo di alcuni generi musicali ma anche di tanti dj. E’ una scelta che racchiudere uno o più significati oppure solo legata ad un fatto scenografico ?
“Chi è appassionato di musica dance/elettronica non può non conoscere quel luogo. Soprattutto per chi è di Torino e dintorni, L’Ultimo Impero è stato un tempio storico per un certo tipo di movimento socio-culturale degli anni ’90. Ho pensato che la decadenza di un posto del genere, e quindi del suo stesso concetto, rappresentasse con il giusto impatto visivo il lato più amaro di “Sean Connery”. Una sorta di danza sulla fine del mondo a grasse risate.”
Per concludere, se Vittorio Giorcelli dovesse descrivere Vike oggi e poi come lo vede tra un paio d’anni, utilizzando dei luoghi comuni, come lo descriverebbe ?
Al me del 2023 direi : “L’importante è bere tanta acqua”, “Non si finisce mai di imparare”,  e l’eterno “Una volta qui era tutta campagna”, o Sean Connery, a scelta 🙂
Grazie mille, ci vediamo prestissimo a Musicandthecity Live su Radio Vetrina  nella puntata del 26 maggio , per seguirla in diretta https://www.spreaker.com/show/radiovetrina
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