“100 messaggi” di Lazza, il brano che ha vinto Sanremo senza essere in gara. RECENSIONE e TESTO

Sanremo 2024 @ Teatro Ariston . Ph. Letizia Reynaud Nella foto : Lazza

La canzone “100 messaggi” di Lazza è un singolo che sta riscuotendo un notevole successo, diventato rapidamente uno dei brani più ascoltati e apprezzati in radio e senza dubbio vanto nel panorama musicale italiano. (Ascoltabile nella nostra playlist su Spotify ed in HomePage)

Lazza, al secolo Jacopo Lazzarini, è un rapper e produttore discografico italiano che ha saputo conquistare il pubblico con il suo stile unico, che fonde insieme elementi di trap, hip hop e sonorità più sperimentali. “100 messaggi” si inserisce in questo contesto come un brano che riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore fin dalle prime note.

Uscito ufficialmente il 27 febbraio, in meno di una settimana, il pezzo ha rapito il cuore di tutti, dai fans più affezionati a quelli nuovi che in realtà hanno potuto apprezzare “100 messaggi” fin dalla sua presentazione in anteprima al Festival di Sanremo 2024 (dove Lazza è stato anche protagonista sul palco del Suzuki Stage).

Lazza Suzuki stage Sanremo 2024

Il brano non era in gara, una fortuna per i partecipanti alla kermesse, siamo certi che se lo fosse stato il podio finale avrebbe avuto un altra connotazione.

Musicalmente, “100 messaggi” si caratterizza per la sua produzione accurata e innovativa.

La voce di Lazza, con il suo flow distintivo e la sua capacità di passare da toni più riflessivi a momenti di pura energia, si adatta perfettamente alla struttura del brano, arricchendone il significato e l’impatto emotivo.

Attraverso il testo e le sonorità, questo brano offre uno spaccato emotivo profondo, mettendo in luce la complessità dei sentimenti coinvolti in una rottura.

Testo e Interpretazione

A mio avviso, uno dei punti di forza di “100 messaggi” sta nella sua capacità di far riflettere senza cadere in banalizzazioni su cosa significa realmente connettersi con un’altra persona in un mondo sempre più digitale.

Il titolo “100 messaggi” potrebbe sembrare in un primo momento una semplice metafora digitale, ma ascoltando il brano si rivela essere un elemento centrale della narrazione. I messaggi rappresentano il tentativo disperato di mantenere un contatto, una connessione, con l’altra persona che ormai si sta allontanando. Questi 100 messaggi sono quindi simbolo di speranza, di attesa, ma anche di una crescente consapevolezza dell’inevitabilità della fine.

Il testo viaggia tra ricordi felici e momenti di profonda tristezza, riflettendo la turbolenza emotiva che caratterizza la fine di una relazione significativa. La scrittura è diretta ma carica di immagini evocative, capaci di trasportare l’ascoltatore dentro la storia raccontata.

Phatos, tra live a auto-tune

Certo, la versione “live” presentata in anteprima al Teatro Ariston, risulterà sempre più “vera” più di impatto, in quanto cantata su base orchestrale ed inoltre per la prima volta davanti ad un pubblico. Quell’emotività e quel profondo phatos creato dall’artista, sono probabilmente non replicabili. Senza dubbio si potrà rivivere un emozione simile, ai suoi prossimi eventi dal vivo. Il bello di un brano che ti tocca nel profondo è proprio la capacità di cambiare insieme a te e lasciarti ogni volta una sensazione differente. 

Produzione e Sonorità

La produzione del brano gioca un ruolo cruciale nell’amplificare il messaggio emotivo. L’uso di melodie malinconiche, accostate a beat dinamici, crea un contrasto che riflette la dualità dei sentimenti coinvolti: la tristezza per ciò che si sta perdendo e l’energia disperata di chi cerca di aggrapparsi a frammenti di speranza.

Inoltre, la scelta di mantenere una certa minimalità nella strumentazione permette al testo e alla voce del rapper di rimanere al centro dell’attenzione, enfatizzando la sincerità e la vulnerabilità delle parole.

 Impatto Emotivo e Relazionale

“100 messaggi” riesce a toccare corde profonde nell’ascoltatore, soprattutto in chi ha vissuto esperienze simili di separazione o di lotta per mantenere vive relazioni ormai destinate a concludersi. Il brano diventa così uno specchio delle proprie emozioni.

In conclusione, “100 messaggi” di Lazza è un brano che colpisce per la sua profondità tematica e per l’abilità con cui il rapper riesce a farlo diventare uno specchio delle emozioni di tutti, sfoggiando ancora una volta la sua grande capacità di scrittura sia testuale che musicale. La produzione del brano è infatti dello stesso Lazza.

 

A seguito il Video in versione Lyric, che a dire il vero, potrebbe tranquillamente rimanere come video definitivo, semplice, vero e in toni di grigio !!

Il testo di “100 messaggi” di Lazza

Ti prego non cominciare
Sai che per me è già difficile
Credere a quanto mi facevi male
Ma se me l’avessi chiesto
Avrei scalato l’Everest a mani nude
Anche se odio il freddo e soffro pure di vertigini
Io me ne frego

Quando menti io ti credo
So che sono più di mille le cose di me che non tolleravi
Parlare con te è come cercare di afferrare il vento con le mani
Se avevo un problema mi dicevi di parlarne con chi se ne intende
Guardavo cadere tutto a pezzi come fosse l’11 settembre

Dimmi ancora una bugia, poi una bugia, poi la verità
Era tutto una follia, però una follia per te non si fa
Non ero più a casa mia neanche a casa mia, solo mille guai
Penso a Davide e Golia, io sarò Golia, tu mi ucciderai
E te l’avrei lasciato fare, perché ero fuori di testa

Dimmi quando ci si perde a cosa serve fare festa
Fumo ‘sti fiori del male, tutto quello che mi resta
Ora che mi sento inerme, come un verme in fondo al Mezcal
Scordati che mi conosci

Ora è tardi anche se piangi
È inutile che mi angosci
Mi mandi cento messaggi
A cui non risponderò
Non ne sono più capace
Sono diventato tutto ciò che odiavo
E ti assicuro non mi piace

Dimmelo se te ne accorgi
Siamo diventati grandi
Anche se ho dieci orologi
Ma recupererò gli anni

Scusa se non tornerò
Non sai quanto mi dispiace
Che abbiamo fatto la guerra
Ma non sapevamo come fare pace
Triste quando ci pensavo
Ci mancava tutto quanto
Perfino la data di un anniversario

Scrivevano è fidanzato
Solo perché finanziavo
Ti darei da bere il sangue
Perché è tutto ciò che mi è rimasto
Credimi è impossibile accettare che oramai ti ho detto “ciao”
Sto in un bilocale che da quando ti ho cacciato sembra un up and down
Grande tipo il doppio ma senza la luce come ci fosse un blackout
Non sono sentimentale, delle volte tu aprivi la porta e io nemmeno ti sentivo entrare

Ti volevo a tutti i costi, ma eravamo opposti, proprio come un polo
Stare insieme è l’arte di risolvere i problemi che non ho da solo
Giuro non so più chi sono
Tutto ciò mi dà fastidio
‘Sto mondo a misura d’uomo
Mi fa sentire in castigo

Scordati che mi conosci
Ora è tardi anche se piangi
È inutile che mi angosci
Mi mandi cento messaggi
A cui non risponderò
Non ne sono più capace

Sono diventato tutto ciò che odiavo
E ti assicuro non mi piace
Dimmelo se te ne accorgi
Siamo diventati grandi
Anche se ho dieci orologi
Ma recupererò gli anni

Scusa se non tornerò
Non sai quanto mi dispiace
Che abbiamo fatto la guerra
Ma non sapevamo come fare pace

 

L’opera della copertina è “Combattimento tra Davide e Golia”, Daniele da Volterra (1550-1555), conservato al Museo del Louvre. (in richiamo ad una frase del testo)